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Autocertificazioni

Del 24/02/17
A seguito della legge 183/2011 ed alle modifiche apportate al DPR 445/2000 (Testo Unico sulla documentazione amministrativa), dal 1° gennaio 2012 le certificazioni rilasciate dalla Pubblica Amministrazione relative a stati, qualità personali e fatti sono valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati. Nei rapporti con gli organi della Pubblica Amministrazione e i gestori di pubblici servizi, i certificati sono sostituiti dall’autocertificazione o dalle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà.
Pertanto, le Pubbliche Amministrazioni e i Gestori di Pubblici Servizi (le aziende che gestiscono servizi pubblici come trasporti, fornitura di energia, poste, reti telefoniche, ecc) che accettano o richiedono tali certificazioni incorrono nel reato di violazione dei doveri d’ufficio.
L’ufficio Anagrafe e l’ufficio di Stato Civile possono rilasciare solo certificati utilizzabili nei rapporti tra privati.
Tali certificati riportano, pena nullità, la dicitura “il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi” e sono soggetti al pagamento dei diritti di segreteria e dell’imposta di bollo, fatte salve eventuali esenzioni di cui alla tabella B del DPR 642/1972.
Si ricorda comunque che il cittadino può sempre rilasciare le autocertificazioni anche nei rapporti con i privati disponibili ad accettarle : banche, assicurazioni, agenzie d’affari, notai, ecc.
L’autocertificazione ha lo stesso valore dei certificati (art. 46 d.p.r. 445), non è soggetta all’’imposta di bollo né ai diritti di segreteria e non richiede l’autenticazione della firma del dichiarante.
Di seguito sono disponibili i modelli scaricabili per le autocertificazioni.

MINIGUIDA ALL’AUTOCERTIFICAZIONE

Cos’è, come si fa, a chi e come si presenta:
L’autocertificazione è la sostituzione di un certificato con la propria dichiarazione.
Le amministrazioni pubbliche (TUTTE) ed i gestori di pubblici servizi (TRASPORTI, ENERGIA, SERVIZIO POSTALE, RETI TELEFONICHE ecc.) non possono più chiedere ai cittadini i certificati ma semplicemente accettare, in tutti i casi in cui è prevista, l’autocertificazione.
I privati (banche ed assicurazioni ad esempio), i notai ed i tribunali non sono obbligati ad accettarla.
L’autocertificazione può essere fatta sui moduli predisposti dalle Amministrazioni ma anche su un foglio di carta semplice redatta e sottoscritta dal dichiarante. Può essere trasmessa per fax e per posta o presentata personalmente o per mezzo di altra persona.
Il dipendente pubblico che non accetta l’autocertificazione viola i suoi doveri d’ufficio e può essere oggetto di sanzioni disciplinari.
Le Amministrazioni, da parte loro, sono tenute a controllare la veridicità delle dichiarazioni ed in caso di dichiarazione falsa il cittadino decade dai benefici ottenuti ed è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia.

Cosa si può autocertificare
Luogo e data di nascita – residenza – cittadinanza – godimento diritti civili e politici – stato di famiglia – stato civile – nascita figlio – esistenza in vita – morte coniuge, ascendente, discendente – dati contenuti registri di stato civile – titoli di studio, specializzazione, aggiornamento, abilitazione, formazione e qualificazione tecnica – qualifica professionale – esami sostenuti – situazione economica e reddituale – assolvimento obblighi contributivi – codice fiscale – partita IVA – dati dell’anagrafe tributaria – carico familiare – lo stato di disoccupazione – le qualità di pensionato, studente e casalinga – posizione di legale rappresentante, di tutore e di curatore – il non aver riportato condanne penali – il non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento o di non aver presentato domanda di concordato – il non essere destinatario di provvedimenti iscritti nel casellario giudiziale – il non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali – l’iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni – iscrizioni ad associazioni o formazioni sociali – l’appartenenza a ordini professionali – la posizione agli effetti degli obblighi militari.

Possono fare l’autocertificazione:

I cittadini italiani
I cittadini dell’Unione Europea
I cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia limitatamente ai dati verificabili presso le pubbliche amministrazioni italiane.

Non si possono autocertificare:

Certificati sanitari, medici, veterinari, certificati di origine, di conformità CE, certificati di marchi e brevetti.

Che cosa è la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà?
I cittadini possono, inoltre, rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà per tutte quelle situazioni relative a stati, qualità personali e fatti a diretta conoscenza dell’interessato anche riguardanti altri soggetti, non autocertificabili.
Ad esempio, si può dichiarare di essere erede, proprietario o affittuario di un appartamento.
Le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà devono essere firmate davanti al dipendente addetto a riceverle, oppure consegnate da un’altra persona o inviate, anche via fax, allegando la fotocopia di un documento di identità.

Le fotografie sono legalizzate dalle Amministrazioni competenti al rilascio di documenti personali muniti di foto ma anche presso qualsiasi Comune.

I dati contenuti nei documenti di identità, in corso di validità, hanno lo stesso valore dei relativi certificati (residenza, nascita, cittadinanza …).

AUTENTICA DI COPIA
Oggi, mediante una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà si può dichiarare che la copia di un atto o documento rilasciato o conservato da una pubblica amministrazione o la copia di una pubblicazione, di un titolo di studio e di servizio o, ancora, la copia di documenti fiscali detenuti dai privati è conforme all’originale. Tale dichiarazione va firmata davanti al dipendente addetto a riceverla, oppure consegnata o inviata con la fotocopia del documento di identità.
Non è più, quindi, necessario recarsi in Comune a far autenticare le copie di questi documenti o presso l’Amministrazione a cui devono essere consegnate.

IMPEDIMENTO PER MOTIVI DI SALUTE
Se non si può rendere una dichiarazione per motivi di salute, un parente prossimo (coniuge, figlio o altro parente fino al terzo grado) può rendere la dichiarazione in sua vece.
In questo caso occorre indicare l’esistenza dell’impedimento temporaneo per motivi di salute, davanti al pubblico ufficiale.

Va ricordato che il divieto di richiedere certificati è rivolto alla Pubblica Amministrazione. Se richiesti dal cittadino, i certificati vanno rilasciati. Piuttosto il cittadino va informato delle opportunità che la legge gli dà e, quindi, del vantaggio che gli deriva dal servirsi dell’autocertificazione in qualsiasi posto egli si trovi e senza doversi recare presso i vari uffici.

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