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Carlo III di Borbone

Quasi all’inizio di via I Settembre, davanti al palazzo della Camera di Commercio, bell’edificio degli anni ’20 dell’arch. C. Puglisi Allegra, in un’aiuola di piazza F. Cavallotti troviamo il monumento al re Carlo III di Borbone. Fu eseguito nel 1859 dal messinese Saro Zagari, scultore vissuto lungamente a Roma, formatosi alla scuola di Pietro Tenerani ma attivo anche in città, negli stessi anni infatti realizza Il Tempo che scopre la Verità e Messina, gruppo marmoreo che corona il Teatro Vittorio Emanuele. Inizialmente la statua fu collocata accanto alla fontana del Nettuno sul porto; dopo il 1860 fu trasportata al Museo e da qualche anno posta in p.zza Cavallotti. Sorge su un piedistallo cilindrico decorato a festoni e rappresenta in stile neoclassico il giovane sovrano in abiti regali, ricchi di dettagli, che guarda verso il basso. In realtà un primo monumento a Carlo III era stato inaugurato nel 1757 alla presenza delle autorità. La scultura eseguita dal messinese Giuseppe Buceti era in bronzo ricavato dalla fusione della statua dell’imperatore Carlo VI d’Austria. Si ha notizia che le statue di Carlo III e di Don Giovanni d’Austria furono danneggiate dal terremoto del 1783 e risistemate poco dopo grazie all’intervento promosso dal generale Giovanni Danero. Carlo III di Borbone era figlio di Filippo V re di Spagna, visse nel secolo di sovrani illuminati come Federico II di Prussia o Caterina di Russia e anche se meno intraprendente degli altri regnanti cercò di realizzare importanti riforme e notevoli opere architettoniche come il Teatro S. Carlo a Napoli e la Reggia di Caserta oltre a promuovere gli scavi di Pompei. Carlo giunse a Messina nel marzo del 1735, uno storico contemporaneo C. D. Gallo ne descrive l’entrata in città con incredibile fasto; dopo due giorni trascorsi presso il monastero del SS. Salvatore (attuale Museo Regionale) re Carlo entrò a Messina ovunque accolto festosamente con archi trionfali, arazzi e fiori fino alla p.zza San Giovanni incorniciata da 60 archi dipinti con quadri e adorni di fiori; nella vasca dell’Abbeveratura, al centro della piazza, una galea con le vele spiegate. Il re rimase circa due mesi a Messina per poi recarsi a Palermo dove fu incoronato il 30 giugno.

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