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Forte S. Salvatore

Forte S. Salvatore sorge sull’estrema punta della falce. La zona, frequentata sin da tempi molto remoti come attestano i ritrovamenti di ceramiche greche databili all’VIII secolo a.C., occupa un’area strategica di grande rilevanza e di suggestivo impatto visivo. Falce, in greco Zankle, fu il più antico nome di Messina e questo insieme ai ritrovamenti della zona falcata (probabile area sacra), chiarisce che questa parte della penisola fu frequentata fin dalla fondazione della città. Il forte deve il suo nome alla preesistenza del monastero del SS. Salvatore, convento basiliano la cui fondazione si attribuisce al Conte Ruggero nel 1086 che su quel luogo aveva trovato suoi partigiani uccisi. Il monastero attirò ben presto diversi monaci dediti allo studio e alla compilazione di testi sacri, classici e musicali (preziosi codici musicali greco-bizantini sono custoditi presso la Biblioteca Regionale di Messina). Nel 1385 vi fu ospitato Papa Urbano VI; si ha notizia di una chiesa annessa che sarebbe stata decorata con ricchi mosaici (tra i primi in Sicilia). Nella parte più estrema sorgeva la Torre di S. Anna che ebbe una gran parte durante l’assedio della città da parte degli Angioini nella guerra del Vespro (1282). In questi anni una grossa catena chiudeva il porto collegando la torre alle mura cittadine; in seguito, nel 1392 fu venduta per far fronte a una carestia. Con la costruzione del forte nel 1546, la torre viene inglobata nella nuova struttura progettata da Antonio Ferramolino da Bergamo; si procedette all’eliminazione degli edifici medievali e allo sgombero dei monaci che fondarono il nuovo monastero del SS. Salvatore nell’area oggi occupata dal Museo Regionale; la chiesa, inizialmente risparmiata fu in gran parte distrutta dallo scoppio della polveriera nel 1549, e in seguito gradualmente abbandonata (unica testimonianza un fonte battesimale dell’XI secolo, oggi al Museo). La costruzione del forte S. Salvatore fu il primo passo per la fortificazione di tutta la zona falcata, determinandone un uso esclusivamente militare che ancora oggi vieta uno dei più bei luoghi di Messina ai suoi cittadini. Nel 1674, durante la rivoluzione antispagnola il forte fu espugnato dai Messinesi che lo tennero per quattro anni. Il terremoto del 1783 provocò diversi danni ben presto riparati. Passato il pericolo di attacchi dal mare la fortezza fu usata soprattutto contro la città; i suoi cannoni insieme a quelli della vicina Cittadella tuonarono spesso contro Messina. Nel 1848 fu occupata dai Borboni insieme all’intera zona falcata e ancora una volta usata contro la città fino al 1861 data in cui la penisola di San Raineri viene conquistata dalle truppe garibaldine. Nel 1934 sulla punta estrema fu posta la stele della Madonnina del Porto.

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