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Il ‘500 e Carlo V

In seguito il governo dell’isola venne affidato ai vicerè. Risalgono a questo periodo squallide manovre di predominio tra Palermo e Messina; superfluo sottolineare come da queste lotte traesse vantaggio la sola Spagna.
Ancora, in questa giostra di successioni, morto Alfonso il Magnanimo ed estinta la sua dinastia, il regno passò dapprima sotto Giovanni II e in seguito in mano a Ferdinando II, re di Spagna.

In una pubblicazione, “Inventari inediti dei secoli XV e XVI”, E. Mauceri elenca tutta una serie di indumenti e manufatti che attestano come Messina fosse comunque rimasta al centro dei traffici commerciali del mediterraneo; solo con la caduta di Costantinopoli il commercio ne risente.
In questi anni l’attività principale rimane quella della seta, l’arsenale viene potenziato e nel 1473, Enrico Halding fondò la prima tipografia in città.
Nel 1516 con Carlo V, la Sicilia passa sotto la dominazione austriaca. Messina viene ancora fortificata come la gran parte delle città marittime del regno ma è ancora la sua posizione strategica a darle un ruolo preminente.
Nel 1535, la venuta dell’imperatore in città, al ritorno dalla vittoriosa battaglia di Tunisi, venne festeggiata con sontuosissime feste; fabbri, falegnami, pittori, ricamatrici, furono impegnati nella costruzione di straordinari apparati, nel restauro dei palazzi e ancora artisti come Polidoro da Caravaggio, scienziati come Francesco Maurolico, insomma tutte le classi sociali furono impegnate per lo straordinario evento.

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