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Il Periodo Bizantino

Con il passaggio dell’impero a Bisanzio operato da Costantino, Messina fu governata da magistrati locali detti Stratigoti.
A questo periodo si fa risalire una tradizione locale che vuole che durante l’assedio di Tessalonica (ora Salonicco) nel 407 d.C. in cui si trovava lo stesso imperatore Arcadio, i messinesi organizzarono una flotta che sotto la guida dello stratigò Metrodoro riuscì a liberare il sovrano. In riconoscenza Messina ottenne vari privilegi, tra cui quello di fregiarsi dello stemma dell’imperatore, l’attuale con croce d’oro su scudo rosso (storicamente tale privilegio non ha alcuna base, probabilmente fu costruito ad hoc verso la fine del ‘400). A ricordo di questo episodio sull’odierno cancello del Municipio di Messina si legge GRAN MIRCI che per alcuni ricorderebbe la frase fatta scolpire sul campanile di Santa Sofia a Costantinopoli da Arcadio (“Gran Mirci a Messina”, Assai grazie a Messina). Per altri tale frase sarebbe da riferire ai francesi riconoscenti per aver loro fornito navi e assistenza in occasione delle crociate o anche perchè, durante la guerra del Vespro, Messina fu l’unica città siciliana a risparmiare i francesi di Carlo d’Angiò.
Il 476, con la caduta dell’impero romano d’occidente, coincide, per la Sicilia e quindi per Messina, con l’inizio di una lunga serie di invasioni barbariche che venne interrotto con la dominazione bizantina che restituì dignità a Messina e al suo porto che riprese i contatti con l’Oriente; risale probabilmente a questo periodo l’introduzione del baco da seta.
Alla conquista araba della Sicilia, Messina capitolò tra le ultime nell’843; numerosi suoi cittadini inoltre si recarono nella vicina Rometta dove resistettero fino al 965. La capitale del thema di Sicilia, Siracusa, che era stata capitale dell’impero di Costantinopoli oltre che protometropoli dell’impero bizantino, era stata completamente distrutta dagli Arabi ed è Messina che da questo momento in poi ne sostituisce il ruolo divenendo il faro dei bizantini di Sicilia e anche della vicina Calabria.
Nella città dello Stretto fu organizzata la resistenza contro i Saraceni e infatti Messina restò in mano agli Arabi per poco tempo ancora. Già nel 1037 Giorgio Maniace con l’aiuto dei greci di Calabria e dei Normanni di Puglia liberò gran parte della Sicilia Orientale avviando il processo che portò alla conquista dell’Isola da parte del conte Ruggero e di Roberto “il guiscardo” nel 1061.

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