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Città di
Messina
Città metropolitana di Messina
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Il Periodo Romano

La prima distruzione totale della città avvenne nel 396 a.C. ad opera dei cartaginesi di Imilcone. La nuova Messina nacque nello stesso anno grazie a Dionigi di Siracusa che ripopolò la città dello Stretto con circa 6000 coloni. Liberata dall’influenza siracusana da Timoleonte fu in seguito riconquistata da Agatocle e in seguito da un manipolo di mercenari, i Mamertini, che diedero una grossa svolta alla città. Questi infatti, in guerra con Ierone II di Siracusa, chiamarono in aiuto i Romani cominciando di fatto la prima guerra punica e consentendo la conquista dell’isola da parte di Roma.
Nel 263 a.C. Messina diventava di fatto la prima città siciliana in mano a Roma. Il premio per la città dello stretto fu il riconoscimento, insieme alla sola Taormina, di “Città Alleata”. Nel corso della guerra civile il porto subì un attacco della flotta di Pompeo, nel 49 a.C., mentre vi si trovava quella di Cesare si trovava nel porto (come ci racconta lo stesso Cesare nel De bello civili, II 3).
In questi stessi anni, nelle acque dello stretto, la flotta di Sesto Pompeo ottenne una strepitosa vittoria su quella di Ottaviano e fuggito quest’ultimo, la città fu saccheggiata dalle truppe di Lepido.
Messina, città federata di Roma mantenne tutto sommato condizioni di privilegio; ciò comunque non le impedì di cadere vittima della rapacità umana. Si ha notizia di un Pretore, C. Catone che fu accusato dai Mamertini di furti e vessazioni e fu in seguito condannato dal Senato di Roma a pagare la bella somma, per quei tempi, di 1800 sesterzi.
Anche il ben più famoso Verre, rapace pretore contemporaneo di Cicerone venne accusato da questi, tra l’altro, di avere depredato i Messinesi, in particolare il Tempio di Ejo (in questa circostanza Cicerone definisce Messina “civitas maxima et locupletissima”).
Si è molto discusso sul passaggio di San Paolo a Messina che pure fu certamente a Siracusa e a Reggio. Il naturale percorso farebbe propendere per il si, ma questo poco aggiungerebbe alla cristianità della città nella sua storia.

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