Logo Comune
Città di
Messina
Città metropolitana di Messina
  • Seguici su:

Il terremoto del 1908

A trarne vantaggi è l’intera città. I traffici del porto aumentano notevolmente, Messina diventa lo snodo principale di tutte le arterie isolane, nel suo porto si convogliano le merci per il continente. Si cerca di migliorare le condizioni igieniche con la costruzione di un più moderno impianto fognario (nel 1854, ’67 e ’87 in città si erano diffuse gravi epidemie di colera); nel 1872 viene riorganizzato il cimitero che su progetto di Leone Savoja è situato alla fine del lungo Viale S. Martino.
In una carta del 1902 si vede chiaramente come la città si vada espandendo sia verso sud con il piano della Mosella ricoperto di nuovi isolati che verso nord (ovviamente la cinta del “Dazio” perde la sua propria funzione); anche le colline cominciano ad essere occupate.
La nuova Messina però, non ha il tempo di riconoscersi in questa sua nuova conformazione.
L’8 settembre 1905 si verificarono alcune scosse telluriche che danneggiarono diversi fabbricati (nessuna precauzione era stata presa nonostante il terremoto del 1783 si continuava a costruire con metodi medievali; in particolare fin dall’Unità erano state eseguite decine di sopraelevazioni selvagge che furono le prime a crollare).
Alle ore 5,21 del 28 dicembre 1908 Messina veniva letteralmente distrutta da un terribile terremoto e da un quasi contemporaneo maremoto, il più terribile della storia d’Italia. Perirono oltre 80.000 persone, intere famiglie sotto le macerie, altri, rimasti a guardare increduli la città in rovina dalla cortina del porto, furono ” risucchiati” da un’onda di oltre 6 metri (cadaveri furono rinvenuti fin nelle isole dell’Egeo e persino sulle coste dell’Asia). Da questo momento l’immagine della città cambia; comincia un’altra fase storica.

Top