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La Storia

“La storia della nostra città è caratterizzata da un susseguirsi di periodi che vedono Messina ora in auge ora in declino o addirittura distrutta.
Certo fin dalla preistoria il porto falcato ha esercitato una forte attrattiva per chi vi si avvicinava: il destino di Messina è sempre stato indissolubilmente legato al suo ruolo sullo stretto.
Questa città greco-sicula, fondata da commercianti-pirati calcidiesi venuti da Cuma in Campania, era chiamata Zancle (dal greco Zanklon: falce) per la forma della sua penisola. Anaxilao, tiranno di Reggio, cambiò il suo nome in Messana. Essa acquistò numerosi privilegi al tempo della guerra punica. Nel 843 d.C., la città fu presa dai Saraceni e in seguito cadde nelle mani dei Normanni. Verso la fine del XV secolo, essa era in piena prosperità. Nel 1674 si rivoltò contro gli spagnoli e si rivolse a Luigi XIV perché la aiutasse. Vivonne e Duquesne difesero Messina che i Francesi lasciarono fin dal 1678.
La storia di Messina è contrassegnata da una serie di calamità. La peste del 1743 mietè 50.000 vittime e il terremoto del 1783 distrusse interamente la città. Nel 1854 una epidemia di colera causò la morte di 15.000 persone e un nuovo terremoto sopraggiunse nel 1894. La città si era risollevata, allorché il 28 dicembre 1908 alle ore 05.21 un terribile sisma accompagnato da un maremoto annientava il 95% delle case, causando, in meno di 30 minuti, la morte di più di 60.000 abitanti.
Da questo momento l’immagine della città cambia; comincia un’altra fase storica.
A contrastare le insulse proposte di non ricostruire più la città vi fu, da parte dei superstiti, una ferrea volontà di non abbandonare Messina. Coloro che decisero di rimanere sopportarono di tutto, la fame, la sete, il duro inverno e tant’altro, ma vollero con forza la ricostruzione di Messina, nello stesso punto, sulla sponda falcata dello Stretto.
Il 12 gennaio 1909, il Parlamento italiano deliberò la ricostruzione di Messina.
Dopo quattro mesi dalla decisione parlamentare di ricostruire la città, l’amministrazione di Messina affidò l’incarico di redigere il nuovo piano urbanistico al dirigente dell’ufficio tecnico comunale, ing. L. Borzì, il cui progetto fu approvato alla fine del 1911. Il tecnico tracciò un nuovo piano regolatore, preoccupandosi innanzi tutto di rispettare le nuove e rigorose leggi antisismiche, e mantenendo l’assetto urbano della Messina pre-terremoto. La novità più evidente fu invece l’ampliamento della città, la cui area viene quasi raddoppiata nelle direzioni nord e sud e lungo i torrenti cittadini. Le mura, che chiudevano Messina verso i Peloritani, vennero sostituite da una circonvallazione che delimita la città vera e propria… “

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    Data di aggiunta: 18 gennaio 2017 12:11 Dimensione file: 666 KB Downloads: 36

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