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Le barche

Uomini in equilibrio sugli altissimi pennoni delle Feluche a motore scrutano il mare alla ricerca del pescespada. Dopo averlo avvistato avvertono i compagni e li guidano nell’inseguimento. Urla concitate, in un dialetto in cui la tradizione del mare fa risuonare antiche parole di discendenza greca, precedono il momento di silenzio in cui il lanciatore scaglierà l’arpione.
Prima che sulle barche venissero installati i motori, le battute di pesca richiedevano l’uso di due inbarcazioni: la “Feluca”, con un pennone altissimo, per l’avvistamento del pescespada e il “luntro”, veloce barca a quattro remi con lo scafo dipinto di nero, per la cattura.
Con l’avvento dei motori il Luntro a remi ha smesso di essere necessario. Alla Feluca sono stati applicati un potente motore e una lunghissima passerella dove il “lanzatore” aspetta di trovarsi in posizione verticale sul pescespada, per colpirlo col suo arpione.

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