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Le Origini

Certo fin dalla preistoria il porto falcato ha esercitato una forte attrattiva per chi vi si avvicinava. In nessun altro punto della costa esiste un approdo altrettanto sicuro. Se si tiene poi conto della mancanza di un entroterra, dell’affacciarsi immediato dei Monti Peloritani, si intuisce facilmente come il destino di Messina sia sempre stato indissolubilmente legato al suo ruolo sullo stretto.
Le prime frequentazioni, come attestano vari ritrovamenti, risalgono all’età del bronzo, ma è solo con l’arrivo dei greci (740 ca.) che la città assume quel ruolo marinaro certo più congeniale.

Tucidide ci racconta che i primi fondatori sarebbero stati calcidesi provenienti da Cuma in Campania a cui più tardi si sarebbero aggiunti cittadini di Calcide, al tempo stesso ci informa che ZANCLE (DANKLE), primo nome della città, è di origine sicula e vuol dire falce. Vicino al punto in cui il porto comincia la sua curva, due viuzzviuzze sono intitolate ai mitici fondatori Periere e Cratemene.
Sempre Calcidesi furono gli ecisti di Reggio da cui appare chiara l’intenzione di impadronirsi delle due sponde di uno dei passaggi più frequentati nei traffici fra oriente e occidente.
Più tardi nuovi coloni provenienti da Samo, spinti da Anassila tiranno di Reggio, si impadronirono della città ma fu lo stesso tiranno poi a scacciarli esercitando il suo potere su entrambe le sponde. Finalmente alla sua morte i messinesi riacquistarono la propria autonomia.

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