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S. Eustochia Calafato

Certamente tra le donne messinesi degne di menzione non si può non inserire Eustochia Smeralda Calafato.
Figlia di Bernardo Calafato e di Mascalda Romano nacque a Messina in contrada SS. Annunziata (dove è possibile visitare i pochi resti dell’abitazione) il 25 marzo 1434. Conosciamo molte notizie della sua vita grazie alla biografia di una sua contemporanea, suor Giacoma Pollicino che visse accanto alla santa. Poco dopo la morte del padre, nel 1449, decise di prendere i voti e, poco più che quindicenne, divenne monaca presso il convento di Basicò con il nome di suor Eustochia. Il convento di Basicò però non rispondeva alle esigenze della novizia a causa di una gestione un pò troppo elastica da parte della Badessa.
Nel 1457 suor Eustochia scrisse al papa Callisto III chiedendo il permesso di poter fondare essa stessa a Messina un monastero. L’autorizzazione le fu concessa l’anno successivo e lei con poche fedelissime, tra cui suor Pollicino, si spostò a Messina, inizialmente presso il vecchio ospedale dell’Accomandita e in seguito sul vicino colle di Montevergine dove fondò il monastero e l’annessa chiesa.
Le notizie biografiche ci riferiscono che patì grandi sofferenze durante la sua vita come la comparsa di stimmate alle mani e ai piedi.
Alla sua morte, nel 1491, riaperta la bara da cui provenivano strani rumori, si vide che il corpo sanguinava e sudava. Il cadavere fu mummificato e da allora divenne meta di numerosi pellegrini. E’ credenza che le crescano le unghie e i capelli. Avviata da subito la pratica di beatificazione, nel 1986 le fu attribuito un miracolo certo che ha portato alla sua santificazione da parte di papa Giovanni Paolo II l’11 giugno 1988. Ancora oggi il corpo della Santa è meta di numerosi pellegrinaggi.

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