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#30GIORNINO#CONME: SINO A FINE NOVEMBRE LA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE “POSTO OCCUPATO”

Prosegue sino a giovedì 30 novembre la campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere #30giorniNo#ConMe, attiva su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di attenzionare istituzioni e cittadini sulle attività di prevenzione, educazione, formazione e informazione per il contrasto quotidiano contro le violenze di ogni genere. Il messaggio forte di #30giorniNo#ConMe è che esiste una filiera della violenza che va interrotta per evitarne le conseguenze in senso comunitario, in sinergia con istituzioni, società civile, cittadini e comunità. La campagna è anche l’occasione per promuovere il 1522, numero attivo 24 ore su 24 per tutti i giorni dell’anno, accessibile dall’intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile, con un’accoglienza disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo. Le operatrici telefoniche dedicate al servizio forniscono una prima risposta ai bisogni delle vittime di violenza di genere e stalking, offrendo informazioni utili e un orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati presenti sul territorio nazionale. L’invito è anche a rivolgersi direttamente alle forze dell’ordine, ai servizi sociali, ai centri antiviolenza, ai medici, all’ospedale tramite il codice rosa. Per aderire all’iniziativa, è sufficiente scaricare la locandina dal sito internet del Comune, dalla pagina http://www.comunemessina.gov.it/wp-content/uploads/LOCANDINA-EVENTO-ASSESSORATO-POL.SOCIALI-CONSULTA-COMUNALE-ORG.-SOCIALI-POSTO-OCCUPATO.jpg o ritirarla all’assessorato alle Politiche Sociali, a Palazzo Zanca (palazzetto interno, primo piano), stamparla a colori e collocarla su una sedia, una poltrona, una panchina, un sedile o in qualsiasi luogo dove una donna avrebbe voluto essere, ma che l’ultimo atto estremo di violenza fisica non le consentirà mai più di poterlo occupare. Il “posto” indica la presenza-assenza e il rischio che si corre nel sottovalutare e nel non riconoscere i primi segnali di violenza, di cui il femminicidio è solo l’ultimo atto estremo e irreversibile. Stereotipi, discriminazioni e pregiudizi sono di per sé forme di violenza che abilitano al bullismo fin dai primi anni di scuola, portano allo sfruttamento e agli abusi nel mondo del lavoro e alla violenza nelle relazioni con l’altro, se riconosciuto come diverso. A tutto ciò si aggiungono i fenomeni invisibili della violenza assistita dai minori, delle vittime di tratta e dell’omofobia.

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