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PRESENTATI STAMANI A PALAZZO ZANCA IL PROGETTO CASA ITALIA E LA SCELTA DEL PROGETTO PILOTA MESSINA QUALE RIFERIMENTO NAZIONALE

L’assessore all’Urbanistica, Sergio De Cola; il prof. Alessandro Balducci, in rappresentanza del Governo nazionale per la struttura di missione denominata Casa Italia; Francesco Curci, membro della struttura Casa Italia; e Carlo Gasparrini, componente della Giunta INU (Istituto Nazionale Urbanistica); hanno illustrato stamani a Palazzo Zanca il progetto Casa Italia e le motivazioni della scelta di inserire il Progetto Pilota Messina quale riferimento nazionale. “Siamo molto contenti – ha evidenziato l’assessore De Cola – che Casa Italia abbia considerato positivamente l’esperienza che si sta portando avanti a Messina con la Variante di tutela Ambientale. Il lavoro sin qui svolto e in fase di valutazione da parte del Consiglio comunale punta alla messa in sicurezza dei nostri territori e alla tutela dell’Ambiente; siamo certi che la discussione in Aula potrà migliorare la proposta formulata dalla Giunta municipale che vuole costruire solide basi per il redigendo PRG della città”. Casa Italia è una struttura di missione presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, che si occupa della messa in sicurezza del patrimonio edilizio e dei territori italiani. Subito dopo il sisma in centro Italia dell’agosto 2016, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha chiesto all’architetto Renzo Piano di aiutarlo a concepire un programma di lungo periodo per la messa in sicurezza del Paese dalle fragilità dovute a cause naturali e antropiche. Le caratteristiche del nostro Paese lo rendono infatti particolarmente sensibile a fenomeni sismici, franosi e alluvionali, tanto che negli ultimi 70 anni si sono registrate oltre 10 mila vittime per fenomeni idrogeologici e sismici. I danni economici nello stesso periodo sono stimati in circa 290 miliardi di euro, con una media annuale di circa 4 miliardi di euro e con valori in crescita nel tempo. E’ stata dunque istituita una Struttura di Missione formata da esperti e guidata dal prof. Giovanni Azzone, già rettore del Politecnico di Milano, i cui componenti sono stati Massimo Alvisi, Michela Arnaboldi, Giovanni Azzone, Alessandro Balducci, Marco Cammelli, Guido Corso, Francesco Curci, Daniela De Leo, Carlo Doglioni, Andrea Flori, Manuela Grecchi, Massimo Livi Bacci, Alessandra Menafoglio, Maurizio Milan, Fabio Pammolli, Pietro Petraroia, Davide Rampello e Piercesare Secchi. La prima fase è stata dedicata alla preparazione di un rapporto consegnato nelle scorse settimane nelle mani del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Il focus del lavoro del primo anno è stato sulla «Casa», il luogo che deve essere «sicuro» per eccellenza; sulla sicurezza a fronte di eventi sismici e sulla valutazione della combinazione di diversi fattori di rischio. Il rapporto individua alcune grandi linee di azione: l’integrazione dei dati sul rischio naturale con la costruzione di un database analitico per Comune presso ISTAT; la sperimentazione di dieci cantieri progettuali distribuiti in Italia con l’obiettivo di dimostrare la possibilità di intervenire mettendo in sicurezza gli edifici senza allontanare le famiglie dalle proprie case se non per breve tempo (nella prima fase Catania, Feltre, Foligno, Gorizia, Isernia, Piedimonte Matese, Potenza, Reggio Calabria, Sora e Sulmona); il lancio di un programma di diagnostica speditiva per le aree e gli edifici a maggiore rischio; il lancio di un programma di costruzione di edifici scolastici sicuri in ciascuna comunità; la sperimentazione di politiche attive per la riduzione dell’esposizione con il Progetto Pilota Messina attraverso la cancellazione/trasferimento di diritti edificatori dalle aree a rischio verso aree sicure; una verifica delle principali politiche sulle periferie e sulle aree interne a partire dal fattore rischio; un programma di formazione per i cittadini e per i tecnici sulla consapevolezza delle diverse dimensioni del rischio; ed uno studio dei meccanismi di finanziamento per gli interventi di messa in sicurezza del Paese. Ad oggi tutti i passaggi del programma sono stati rispettati. Le risorse per i cantieri sperimentali sono state messe a disposizione in Finanziaria (25 milioni di euro), le risorse per la diagnostica speditiva degli edifici sono state messe a disposizione ed il dipartimento Casa Italia è stato costituito.

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