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RICORSO VERSO RISCOSSIONE SICILIA: NOTA DELL’ASSESSORE SIGNORINO

In merito al ricorso verso riscossione Sicilia, l’assessore ai Controlli Interni e Monitoraggio del Piano di Riequilibrio, Guido Signorino, nel replicare alle osservazioni avanzate dalla consigliera comunale, Daniela Faranda, in una nota, ha dichiarato che: “Nel suo discorso di apertura del Concilio Vaticano II, riferendosi ad alcuni Cardinali catastrofisti e pessimisti, il Papa buono aveva creato la categoria dei profeti di sventura, qualificando con questa definizione coloro che, ‘valutando i fatti senza sufficiente obiettività né prudente giudizio … non sono capaci di vedere altro che rovine e guai e vanno dicendo in giro che i nostri tempi, se si confrontano con i secoli passati, risultano del tutto peggiori’. ‘A Noi sembra’, concludeva Papa Giovanni, ‘di dover risolutamente dissentire da codesti profeti di sventura, che annunciano sempre il peggio, quasi incombesse la fine del mondo’. La consigliera Faranda – prosegue l’Assessore – sembra essersi iscritta a questo club, visto che prende solo le notizie non positive, trasformandole in presunte mazzate, nel venir meno di snodi fondamentali per il riequilibrio finanziario, nella presunta sequela di errori o in un altro mattone, peraltro molto consistente, che si stacca dal castello di cifre costruito sulla carta dagli assessori Cuzzola e Signorino. Se solo avesse la prudenza di chiedere chiarimenti prima di prodursi in esternazioni tanto catastrofiste, la consigliera Faranda eviterebbe di diffondere notizie false, seminando un allarme del tutto infondato. Il rigetto del ricorso è una mazzata per l’Amminsitrazione! Falso. Il Comune non subisce alcuna perdita finanziaria da questa soccombenza poiché i crediti (che sono in bilancio in base a titoli giuridici emessi dalle amministrazioni precedenti a questa) restano nella contabilità, mentre la loro efficacia nel finanziare le spese del passato è annullata dalle nuove norme contabili che impongono di accantonarne a fondo importi connessi. In altre parole, i crediti non vengono perduti, ma (a differenza del passato) non creano più spese prive di entrate corrispondenti. Viene meno uno snodo fondamentale per il riequilibrio finanziario! Falso. Il piano di riequilibrio (a 10 anni, come a 20 anni) NON prevede alcuna risorsa di entrata collegata all’esito di questa procedura. Ecco l’evidenza di una sequela di errori dell’Amministrazione! Falso.È sfuggito all’attenta osservazione della consigliera Faranda che negli ultimi dieci giorni il Comune ha vinto una causa dal valore di 4.080.000Euro e ne ha ridotto un’altra da 3.350.000 Euro a 950.000 Euro. Elementi che si aggiungono alla sequela di successi (ovviamente parlo per iperbole simmetrica a quella della consigliera) che ha ridotto la massa debitoria effettiva e potenziale dell’Ente di oltre 70 milioni di Euro nel solo 2017, come registrato nella proposta di piano ventennale redatta assistita dal parere incondizionatamente favorevole del Collegio dei Revisori. Gli ultimi“successi giudiziari”, unitamente a due accordi in corso di definizione, potranno sgonfiare il piano per almeno altri 6-7 milioni, con beneficio dei messinesi. È, questo, un mattone pesante e consistente che si stacca dal castello di carta! Falso. Come già detto nessuna misura del piano, nessuna ipotesi di risorsa, nessuna previsione di entrata era collegata a questo procedimento che, dunque, non costituiva elemento (o mattone) nella strategia (o castello) del riequilibrio del Comune. Se anziché fantasticare di castelli di carta la Faranda avesse letto le carte prodotte o si fosse informata con l’Amministrazione o con il Collegio dei Revisori (organo di tutela del Consiglio), avrebbe inteso che, come da documenti, il piano di riequilibrio non prevede entrate per giudizi attivi (cioè dove l’Ente reclama soldi). Il buon esito della controversia sarebbe stato una sopravvenienza attiva, ossia un beneficio che (prudenzialmente e correttamente non preventivato) libera risorse attualmente bloccate (fondi). Ma, poiché queste sopravvenienze non sono in bilancio, non si stacca nessun mattone dalla costruzione degli atti finanziari. Con buona pace della consigliera Faranda – conclude Signorino – il lavoro dell’Amministrazione a servizio della città continua, anche se il Consiglio ha inopinatamente respinto la proposta di delibera del piano a 20 anni”.

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